Le acciughe sotto sale, l'aglio e l'olio extravergine d'oliva sono gli INGREDIENTI di questo tradizionale intingolo piemontese la cui origine si perde nella notte dei tempi.
Da sempre infatti le popolazioni delle Langhe e del Monferrato al di qua dell'appennino ligure, attraverso la "via del sale", importavano dalla Liguria olio d'oliva, acciughe sotto sale, baccalà.
La Bagna Cauda era la festa dell'orto, perchè utilizzava le ultime verdure che la terra, fino agli inizi di gennaio, riusciva ancora a dare.
Ed era anche la festa della tavola divenendo col tempo il piatto della compagnia.
Si gustava e ancora oggi SI GUSTA con verdure crude come: cardo, verza, peperone, topinambur, o con patate lesse, barbabietole al forno, peperoni arrostiti o peperoni "smuià 'n 'tla rapa 'd grignulìn" cioè messi sotto vinaccia di Grignolino.
Con la Bagna Cauda, nell'ultima salsina che friggeva in un paiolo comune dove tutti attingevano, si rompevano alcune uova, a volte impreziosite dal tartufo.
Infine, per cercare di scacciare via il cattivo odore dell'aglio, non si disdegnava di assaggiare un pezzo di formaggio di montagna con un poco di mostarda d'uva.



ABBINAMENTO ENOLOGICO
più indovinato con la Bagna Cauda, che rimane un piatto grasso, era quello dei vini aciduli, giovani, di pronta beva.La perfezione era data dalla Barbera, meglio se vivace in quanto aiuta maggiormente a pulire la bocca. Poi, via via che il rito prendeva piede, si stappavano le bottiglie più importanti (più vecchie) fino alla bottiglia eccellente da abbinare al boccone prediletto: quello con l'uovo e il tartufo.

USO: accendere il lumino all'interno del fornelletto, versare poi parte del barattolo e portare a lieve bollore, eventualmente aggiungendo altro buon olio extravergine di oliva.



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